No all’iniziativa sulla neutralità: la popolazione rifiuta l’isolamento della Svizzera

No all’iniziativa sulla neutralità: la popolazione rifiuta l’isolamento della Svizzera

L’elettorato svizzero respinge nettamente l’iniziativa sulla neutralità. Con questo No, la Svizzera mantiene il margine di manovra necessario per adattare la propria politica di neutralità alle nuove sfide. Per il PVL è chiaro: la Svizzera ha bisogno di una politica di neutralità capace di stare al passo con le sfide in materia di sicurezza. In un mondo sempre più incerto, deve approfondire ulteriormente la cooperazione internazionale in materia di sicurezza.

«Oggi la popolazione svizzera ha respinto una politica di isolamento. Proprio in un mondo insicuro dobbiamo rimanere indipendenti e, al contempo, collaborare più strettamente con i nostri partner europei. Neutralità non significa voltarsi dall’altra parte quando vengono violati il diritto internazionale e i diritti umani. E non significa nemmeno isolarci dai nostri partner», afferma Corina Gredig, capogruppo del PVL Svizzera.

Il PVL vuole quindi rafforzare la cooperazione internazionale. Lunedì il gruppo parlamentare del PVL presenterà un’interpellanza che chiede un ampliamento mirato della partecipazione svizzera alla Cooperazione strutturata permanente (PESCO) dell’UE. Il Consiglio federale dovrà illustrare a quali ulteriori progetti la Svizzera potrebbe partecipare nel rispetto della neutralità e in quali ambiti potrebbe fornire, con le proprie capacità, un contributo concreto alla sicurezza europea.

La Svizzera partecipa già ai progetti PESCO «Military Mobility» e «Cyber Ranges Federation». In futuro dovranno essere esaminate ulteriori partecipazioni, ad esempio nei settori della protezione NBC, del servizio sanitario, dell’aiuto militare in caso di catastrofe, dello scambio di informazioni in ambito cyber o della difesa contro i droni. Il PVL chiede al Consiglio federale una strategia con priorità chiare per ulteriori partecipazioni a progetti PESCO compatibili con la neutralità.

Questo orientamento corrisponde anche alla nuova Strategia di politica di sicurezza 2026 del Consiglio federale. Essa stabilisce che la Svizzera deve orientarsi in modo più coerente verso la cooperazione internazionale, rafforzare la propria capacità di difesa e utilizzare i formati di cooperazione esistenti. La sicurezza della Svizzera è strettamente legata alla sicurezza dell’Europa.

«Oggi le elettrici e gli elettori hanno confermato una neutralità che offre alla Svizzera margine di manovra invece di isolarla. Ora dobbiamo sfruttare questo margine: per una Svizzera che rimane neutrale e indipendente, ma che si impegna attivamente per la sicurezza e la pace in Europa», sottolinea il presidente del PVL Ticino, Leandro De Angelis.

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